In libreria

In direzione
ostinata
e contraria

con Emiliano Calemma

Contenuti audio, video e grafici realizzati con supporti IA.


In un momento storico in cui sembra che tutto debba essere ridotto a merce di scambio digitale, venduto in modo impersonale online dalle grandi piattaforme editoriali, e in cui il libro, simbolo del dialogo, della riflessione e dell’incontro tra le coscienze, viene sovente recapitato in modo asettico, freddo, totalmente privo della dinamica vitale della prossimità, della fisicità e della condivisione umana, noi di Radiolibro abbiamo scelto la controtendenza.

Perché la cultura non è una transazione algoritmica: è un atto di presenza, un ecosistema vivente che si nutre di sguardi, di consigli sussurrati tra gli scaffali, di quel profondo senso di accoglienza che solo la vera vicinanza sa generare.

Con il programma In libreria, vogliamo dedicare uno spazio speciale, denso di attenzione e rispetto, ai librai e alle loro realtà. Vogliamo varcare la soglia dei loro spazi, non soltanto per curiosare tra le novità editoriali o rincorrere l’ultimo successo del momento, ma per conoscere in profondità le persone che ne rappresentano il cuore pulsante e l’anima irrinunciabile.

Chi sono oggi i custodi delle nostre storie e della nostra memoria collettiva? Quali sacrifici, passioni e visioni li spingono a continuare la loro missione in un mercato così profondamente mutato e spesso ostile? Come immaginano il futuro di questi presidi di resistenza culturale, così fondamentali per la tenuta del nostro tessuto sociale ed emotivo?

Attraverso le interviste, i racconti delle loro esperienze quotidiane e l’ascolto attento delle loro voci, cercheremo di capire se e come sopravviva, e soprattutto come possa evolversi, il ruolo insostituibile della libreria come luogo di mediazione culturale, civile e umana. In libreria è il nostro modo di onorare chi rende possibile, ancora oggi, il miracolo laico del libro vissuto, condiviso e amato.

Nel 2026, però, ha veramente senso aprire una libreria? Certamente no, se continuiamo a considerare la libreria un luogo deputato esclusivamente alla vendita di carta stampata e rilegata. Ha certamente un motivo se si riescono a fare diventare queste imprese dei veri e propri presidi territoriali e collettivi, attraverso i quali comprendere, riscoprire o continuare a coltivare quell’attitudine, che, anche quando è mera evasione, assicura alla nostra mente e alla nostra vita evoluzione, emancipazione e quel “benessere immateriale”, che ci rende così diversi e “nuovi” ogni volta che chiudiamo una copertina al termine di una lettura.

Abbiamo intitolato questa nostra seconda puntata del programma con un verso di De André, proprio per indicare l’intelligenza e il coraggio di chi continua a sfidare l’inerzia di masse di milioni di individui, che “pensano” con il pollice compulsivamente strusciato su di uno schermo. Abdicare all’uso del nostro encefalo, il grande elaboratore della nostra intelligenza, significa arretrare non solo nella storia della nostra umanità in termini di coesistenza, di diritti e di libertà, ma anche permettere una involuzione, che porterebbe (e già sono manifeste) a pericolose derive cognitive, comportamentali, sociali ed esistenziali, individuali e collettive.

L’Ospite di questa puntata è Emiliano Calemma, titolare della Libreria Sabauda, aperta a Torino nel settembre del 2026.

Buona visione, buon ascolto e buona frequentazione…insieme!

Emiliano Calemma, classe 1974, laurea in Economia Aziendale, per tredici anni ha svolto attività professionale nell’ambito finanziario presso un gruppo bancario. Ha diretto per tre anni una camera di commercio italiana in Ucraina e, dal 2019, si è dedicato alla docenza della matematica finanziaria, del diritto e dell’economia presso le scuole secondarie. Nel 2026 ha concretizzato il suo sogno con l’apertura della Libreria Sabauda.

La Libreria Sabauda è pensata come un avamposto territoriale culturale, in direzione ostinata e contraria, da cui varare progetti grandi e piccoli: le “pillole di cultura”, come piace definirli a Emiliano Calemma. La libreria come presidio del libero pensiero e della libertà di condivisione. Non solo vendita, quindi. L’atto mercantile, in Libreria Sabauda, è pensato come naturale evoluzione e conseguenza di un processo di diffusione culturale, cognitivo e di condivisione, che prosegue come percorso individuale e personale con l’acquisto del libro.

Nel pensiero di Emiliano Calemma la libreria deve imparare a comunicare e a condividere cultura, senza scadere nel camuffamento culturale della promozione. In libreria ci si incontra, si instaura una relazione con il maestro libraio, si condivide, si diventa pure protagonisti del proprio pensiero: in libreria, innanzi tutto, si fa cultura e…si vende un qualcosa, che veramente aiuta a vivere e a comprendere la vita. A questo serve un fitto calendario di eventi, che vedono impegnata la Libreria Sabauda sin dalla data della sua inaugurazione.

Presso la Libreria Sabauda si trova uno scaffale dedicato esclusivamente a quei testi, che hanno lasciato tracce profonde nel pensiero umano o nella vita di ognuno di noi. Possono essere saggi, opere di prosa, di poesia, produzioni più o meno celebri. Questa attività, questo scaffale, testimonia la tensione dichiarata dalla libreria di volere essere un riferimento, dove non si vendano solo volumi, ma si ripercorra il pensiero umano, quel continuum di consapevolezza, senza cui anche il più osannato “best seller” sarebbe uno scoglio senza contesto di costa.

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    Un reportage di 33 minuti prodotto da Infogestione e realizzato da Radiolibro, per esplorare la storia di Cristina Fantuzzi e Federico Bena: il coraggio di cambiare rotta per farsi custodi di storie, creando non una semplice rivendita di volumi, ma un vero e proprio atelier della lettura dove il libro viene ascoltato, cucito su misura ed espresso attraverso incontri, rassegne e intrattenimenti di qualità.

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